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Località: Roma, Italy

Abito a Roma, lavoro troppo ma dico sempre che è meglio così; sono molto contento della mia vita e profondamente schifato da molto di ciò che vedo intorno a me.

venerdì, dicembre 23, 2005

Vero e falso natalizio

Lo aveva già capito Platone.
Quello che l'uomo percepisce con i sensi non corrisponde necessariamente alla realtà. Anzi, spesso è il contrario. In altre parole, tutto quello che vedo, che sento, che percepisco e che tocco è una mia interpretazione della realtà, non è la realtà.
Per il bambino di 4 anni Babbo Natale esiste. E' vero, reale.
Per me, il panettone è buono.
Poi il bambino scopre che Babbo Natale non esiste.
E io scopro che il panettone contiene veleno (vedi anche qui).
Due esempi stupidi di un problema serio. Serissimo. Che portato alle sue estreme conseguenze può portare a tre conclusioni, e tre diversi personaggi:

Personaggio 1: "L'ateo" - Non me ne frega niente della realtà, tutto ciò che conta veramente è la mia percezione. Sono il centro di tutto e tutto ruota intorno a me: quindi sono arbitro di ciò che è giusto o sbagliato, di ciò che è bello o brutto, di ciò che è rosso o verde. Ogni altra ipotesi è irrealistica!

Personaggio 2: "Il credente" - Io non posso conoscere tutta la realtà, ma cerco di avvicinarmi il più possibile ad essa, cercando prove e informandomi quando possibile. Esiste un giusto e uno sbagliato, un vero ed un falso: il mio compito è scoprirli e adeguarmi.

Personaggio 3: "L'agnostico" - E' evidente che non ho gli strumenti per conoscere la realtà, quindi è inutile che mi affanni più di tanto a cercarla. So che ci sono contraddizioni, che il senso comune qualche volta è sbagliato, ma vivo senza preoccuparmene eccessivamente, e senza voler trovare contraddizioni e congiure ovunque. E vivo meglio.

Chi avrà ragione?