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Località: Roma, Italy

Abito a Roma, lavoro troppo ma dico sempre che è meglio così; sono molto contento della mia vita e profondamente schifato da molto di ciò che vedo intorno a me.

lunedì, gennaio 02, 2006

Pronti a farci ingannare? Tanto siamo abituati...

Oggi è apparso sul Corriere della Sera un ottimo articolo di Gabriele de Palma, su una nuova forma di invasione della pubblicità, anche quando non prestiamo attenzione. Ne prendo una parte.

"L'arte in genere, e quella visiva in particolare, è da sempre strettamente connessa all'illusione. Ci siamo ormai tutti abituati al fatto che quello che si vede spesso non corrisponde alla realtà. Ora si aggiunge finzione alla finzione e quello che vediamo, oltre a non essere vero, non è. Sono le pubblicità virtuali inserite nei programmi tv. Il product placement è una pratica di promozione che prevede che il prodotto pubblicizzato faccia parte del contenuto del video, e non sia quindi relegato a uno spot. La pratica è lecita e largamente utilizzata negli Usa, dove recentemente è stato anche istituito l'Oscar per il miglior product placement. I film americani, soprattutto quelli che si annunciano come successi di botteghino, sono già abbondantemente farciti di product placement. Ora anche in Europa, grazie a una recente decisione della Commissione europea, sarà possibile adottarla.
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Alcuni videoregistratori digitali (Tivo negli Usa è il più noto) permettono infatti di evitare gli spot tradizionali, riconoscendoli e scavalcandoli durante la registrazione. Un programma per la tv senza pubblicità è l'ideale di tutti gli spettatori ma è la fine del modello per cui è il prodotto che paga per il programma e non l'utente, se non in termini di tempo. E' per evitare che questa pratica e il modello di business che su essa si basa vengano resi inutili dai videoregistratori digitali o dalla distribuzione dei programmi tv via internet che il commissario europeo Viviane Reding ha liberalizzato il product placement, ed è per rendere questa forma di pubblicità più agile - per chi ci investe - che la Marathon ha messo a punto la tecnologia per illudere lo spettatore sulla presenza di un prodotto nel suo telefilm preferito. Siamo pronti a farci ingannare? Siamo abituati... "