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Località: Roma, Italy

Abito a Roma, lavoro troppo ma dico sempre che è meglio così; sono molto contento della mia vita e profondamente schifato da molto di ciò che vedo intorno a me.

giovedì, febbraio 09, 2006

Islam, vignette, libertà e fanatismo

Recentemente ho avuto la fortuna di parlare con un egiziano che si dichiara sostanzialmente favorevole ad una reazione contro i vignettisti danesi.

Il dialogo era rigorosamente "moderato", nel senso che sia io che il mio interlocutore non volevamo assolutamente arrivare ad una discussione accesa, quindi entrambi eravamo estremamente prudenti nelle nostre affermazioni. Riporto a grandi linee alcuni punti del dialogo.

Io: "Questa reazione mi sembra un po' eccessiva rispetto alla colpa"
Lui: "Il problema è che i musulmani sono molto sensibili quando si parla di religione e del Profeta"
Io: "Certo, ma quello che mi preoccupa è che le vignette sono state pubblicate a Settembre, mentre la reazione c'è solo adesso. Sembra una reazione pilotata"
Lui: "Beh, se è pilotata lo è dagli americani o dagli ebrei. In fondo perchè noi dovremmo pilotare una cosa del genere"
Io: "E' chiaro che il rispetto della religione è giusto, ma perchè rispondere a delle vignette con la violenza? Alla fine è morto un prete in Turchia che non c'entrava nulla."
Lui: "Uccidere il prete è stato sbagliato. Ma bisogna fermare i blasfemi, altrimenti dove andremo a finire! Bisogna rispettare Allah, Dio e tutte le religioni".
Io: "Non credo però che le vignette siano state fatte a scopo di provocazione:in Europa si scherza su molte cose, anche serie"
Lui: "La religione non è uno scherzo."

Alla fine siamo passati ad altri argomenti, per la salute di entrambi.

Certamente l'Europa e L'America non sono esenti da colpe nei confronti dei paesi meno sviluppati. Certamente non è pensabile esportare il nostro modo di pensare a chi pensa diversamente.

Detto questo, credo valga la pena focalizzare su alcuni principi fondamentali:

1. In ogni stato vige la legge del luogo. Se in Europa esiste la libertà di espressione, beh, ringraziamo Dio e Allah, e teniamocela cara.
Se con la libertà di espressione si offende qualcuno, valgono ancora le regole del luogo. Ci sono azioni legali e proteste diplomatiche, lettere ai giornali e articoli su altri giornali.
Non certo la caccia al danese.
Qui un islamico può entrare a S. Pietro, e va benissimo. E' un punto di forza. La stessa forza che mi permette di scherzare e scrivere su qualunque cosa, e di assumermene la responsabilità di fronte alla legge italiana se scrivo in Italia.
Se mai scriverò in un paese arabo starò bene attento a rispettare le leggi del luogo. Ma che nessun egiziano, o saudita, o francese venga mai a sindacare sulle mie leggi, ed io non sindacherò mai sulle sue. E' la regola fondamentale del dialogo tra i popoli.

2. E' un'operazione pilotata, è chiaro. Da chi, non mi è dato di saperlo. Ma è possibile che ci siano folle talmente stupide (scusate, non mi viene un termine "politically correct") da essere pronte ad ammazzare e farsi ammazzare per 2 vignette?!

3. Che vigliaccheria è quella che spinge un politico europeo a dire "ah, beh, quelle vignette non dovevano essere pubblicate". Ipocriti, vergogna!
Dobbiamo essere fieri delle leggi che ci permettono di esprimerci, di criticare i politici, i preti, le religioni e i loro profeti! E dobbiamo difenderle, con coraggio. Non si può vendere per denaro una civiltà.